E vedendo Federico perplesso e quasi ripugnante, Gabriella più atterrita che contenta, lo zio si era sentito maggiormente spinto ad adoperarsi a pro loro.
Insomma, come si fa talvolta, metteva dell'ambizione a riescire.
Il conte di San Giorgio, uno dei più illustri cavalieri di Malta, gli aveva detto che egli solo poteva ottenere il riconoscimento dal duca, che la sua influenza era tale da…. Quel frate era un po' vano, il conte lo sapeva, e lo aveva colpito nel lato debole.
Il superiore giuro a sè stesso che, a costo d'andar dal papa, i suoi nipoti verrebbero reintegrati nei loro diritti.
Il cavaliere di Malta non gli aveva fatto che una visita, poche ore si era trattenuto a Messina ove aveva lasciato i parenti da lui rinvenuti.
Desiderando il segreto, come lo desiderava, non voleva esser veduto. Si recò ad una sua casa di campagna vicino a Catania, ove si doveva fargli conoscere il risultato dei passi, che tenterebbe il superiore dei cappuccini.
«Se don Francesco si persuade, diceva tra sè il conte, andrò a Malta senza entrare in Catania, per quanto mi dolga non riveder donna Livia; tornerò fra qualche mese ed allora…. Ma se il duca si rifiuta, o se sospetta di sua moglie, andrò da lui, avrò seco una spiegazione completa, quale ei la vorrà…»
E così si era diviso dai figli del cavaliere dell'Isola.
È inutile dire che durante il viaggio Camilla si era perfettamente condotta.
Non una parola, che non fosse meditata; con una strategia finissima aveva saputo evitare qualunque spiegazione pericolosa tra il conte, Federico e Gabriella.