Nel breve tragitto fu avvicinato da un uomo, che gettò un grido di sorpresa in vederlo.

—Oh! signor di Chiarofonte, esclamò, voi non siete dunque morto a
Lepanto?

—No, il vedi, ero soltanto ferito gravemente. E il tuo padrone?

—Abita qui a Messina, venite da lui, illustrissimo. Oh come rimarrà attonito, contento! tanto si dolse della vostra creduta morte!

—Lo vedrei con gran piacere, ma ora non posso; digli che vado a
Catania, che desidero assai parlargli…. Ma bisogna mi affretti….
Addio.

E l'ufficiale entrò come un fulmine nella locanda. Avvertì la sorella e la moglie; pochi momenti dopo partivano col superiore dei cappuccini in una grande carrozza chiusa.

Federico era agitatissimo.

«Al dal Pozzo soltanto, andava dicendo tra sè, posso chiedere ciò che sia avvenuto di donna Livia: a nessun altro no, perchè temerei comprometterla…. Ah! quante volte fui per domandare di lei al conte! ma egli non sapeva che fossi già stato in Sicilia; che avrebbe mai detto, che avrebbe mai pensato chiedendogli di una dama di qui?… Ah feci bene…. Ella sarà maritata; il marchese me l'aveva promessa per tenerezza verso di lei, per riconoscenza verso di me; ma era pentito, lo comprendevo bene!… Non avrà tardato a valersi della libertà, che resi a sua figlia…. Poi, credendomi morto…. Basta, saprò ogni cosa da dal Pozzo…. Povera donna Livia! ella mi amava molto!… Ah non vi è donna superiore a lei!… Comprendo ora…. Quale purezza d'idee, e tanto spirito insieme!… Mia moglie è bella, divinamente bella!… Ma quale diversità di carattere…. Poi, ho dei dubbii, che voglio rischiarare…. Ed appena saremo partiti di qui, dovrà rispondermi di tutto…. Dovetti mostrare di crederle in faccia del conte, per convenienza…. Basta, rifletterò…. Ma donna Livia non posso rivederla…. Conosco il mio dovere, non debbo turbarla…. Dal Pozzo è segreto come una tomba, e nessuno saprà…. Il riconoscimento, dice mio zio, dev'esser condotto nella più grande ombra…. Dunque…. il nome di Chiarofonte non verrà pronunciato qui…. Mi allontanerò però presto da questi luoghi, giammai io vi dimorerò…. Provo per altro una viva emozione pensando a quel tempo, a quel castello del marchese, qui vicino…. ove fui trasportato ferito, dopo aver salvato lui e donna Livia dai corsari…. dove mi trattenni quasi cinque mesi…. e senza la battaglia di Lepanto…. Ma il marchese era pentito…. non avrei sofferto umiliazioni… Ah giammai!… Fu un sogno…. una poesia quell'amore…. è meglio tentare dimenticarlo….»

L'ufficiale non abbadava molto a suo zio, il quale trovava però la preoccupazione del giovane naturalissima e l'approvava.

Giunti l'indomani a Catania, il superiore mandò un servo coll'ambasciata al principe degli Alberi, dinanzi al cui palazzo si era fermata la carrozza.