—Ma, principessa, obbiettò Camilla, il conte sa benissimo che
Federico credevasi figlio di un nobile veneziano senza fortuna.
—Eh che importa? Il conte è innamorato: vedendo quanto donna Livia amò vostro marito, pensando che forse lo ama ancora, si allontanerà da lei. Ora scriverò al duca, poi mi occuperò del cavaliere. Venite meco, vi confiderò ciò che conto fare.
Camilla la seguì in un gabinetto vicino.
VIII.
Appena lasciata donna Livia, il duca si recò nella sala, ove l'attendevano il principe degli Alberi ed il superiore dei cappuccini.
Don Francesco, benchè ardente di sdegno contro la sorella, appariva come al solito freddo ed altiero.
Nondimeno gettò uno sguardo fulminante al giovane cognato, e dall'aria sorpresa e gentile di questo, comprese ch'ei nulla sapeva.
Pensò dunque non prendersela per allora col principe, e con molta flemma salutò il superiore.
—Ho ricevuto la vostra lettera, padre, gli disse, ed ora vedrò di combinare.
—Non m'attendevo meno da voi, duca, rispose il frate, perciò consigliai mio nipote a rimettersi in voi. Vedo che siete persuaso della giustizia de' suoi reclami.