—E queste carte, di cui mi parlaste, padre, nella vostra lettera?

—Eccole, rispose il frate mostrando al duca, un fascio di carte, che aveva deposte sulla tavola nell'entrare.

Erano quelle rinchiuse nella cassetta d'ebano intarsiata d'argento, che Camilla aveva mostrato a Milano al conte di San Giorgio ed a Federico.

—Questo, disse il superiore, additando una di quelle carte al duca, è l'atto di matrimonio tra il cavaliere dell'Isola e…. la madre dei miei nipoti.

Il duca lo prese e lo scorse.

—Ah sì, vedo, disse a mezza voce; tra il cavaliere dell'Isola e la signora….. una signora Emma qualunque….

Il superiore arrossì fino agli orecchi, chè in fondo, perchè di meno spirito, era assai più aristocratico del duca, il quale continuava a burlarsi di lui.

Però nemmeno questa volta mostrò avvedersi di tali scherni, e consegnando un'altra carta a don Francesco:

—Questa, disse, appoggiando alquanto sulle sue parole, questa è la fede di nascita del cavaliere dell'Isola, figlio del duca vostro avo e di donna Gabriella dei principi della Concordia, mia sorella.

—Ah! l'aveva preso seco.