Sì, consòlati, pensò il duca… Maledetti!…

—Dunque, continuò il cappuccino, gli dirò…

—Ditegli che attenda mie notizie; ne riceverà prestissimo.

Il superiore si alzò e con lui il principe.

—Bisogna, disse il primo, che io lasci domani Catania. Incaricherò un mio procuratore di rappresentarmi: è un uomo fidatissimo, segreto ed assai pratico di affari; presso lui depositerò le carte, se lo credete, ed egli verrà domani stesso a ricevere i vostri ordini. Che ve ne pare, duca?

—Va benissimo.

—Vi ringrazio della arrendevolezza vostra nel ricevere i reclami de' miei nipoti. Sono lieto di vedervi ben disposto per Federico.

Questo nome, al solo udirlo pronunziare, cagionò a don Francesco un fremito di rabbia.

Rispose come un automa ai saluti cerimoniosi del superiore e del principe.

Finalmente essi escirono.