Ah! con quanta impazienza attendeva. Non avrebbe potuto, no, tollerare ancora.

Fece per lasciare la sala, ma si arrestò vedendo entrare il suo cameriere con una lettera in mano.

Gliela strappò… Di chi sarebbe?…

—L'ha portata un servo della principessa, disse il cameriere, ritirandosi spaventato.

Donna Maria! saprebbe mai?.. Ah poteva leggere!.. la duchessa non gli sfuggirebbe per un istante, e neppur Federico!

A misura che percorreva la lettera, il suo volto, già sì pallido, si faceva di fuoco.

«Voi forse don Francesco,—gli scriveva la principessa—sarete adirato meco. Sospetterete, vedendo il principe, che io abbia rivelato il segreto, che volevate serbare. Ma non fui io a tradirvi; fu la vostra sposa. Io ho sempre pensato che vi eravate recato al suo castello la sera, in cui ella vi aveva dato abboccamento al conte. Ma in ogni modo non udiste tutto ciò che dissero.

»Ella lo incaricò di andar in cerca del cavaliere dell'Isola, o piuttosto di suo figlio, e questo figlio ella sapeva bene chi fosse… Lo aveva amato, amato perdutamente sotto il nome di Chiarofonte.

»Per prova di quanto asserisco, vi mando una lettera scritta da donna
Livia al suo amante, al quale fu involata dalla moglie.

»La duchessa si burlò così di voi e del conte nel medesimo tempo.