—Sì, è sua: comprendo ch'ella, lo amò, ch'ei fu il suo fidanzato, che le salvò la vita:… null'altro io comprendo.
Camilla e la principessa si ricambiarono uno sguardo di rabbia per loro, di compassione pel conte…. Ma egli è pazzo! pensavano.
Il cavaliere sorprese quello sguardo; si volse alla moglie di
Federico, e con accento severo:
—E voi, signora, le disse, come poteste ascoltare e tacere? Voi, la sposa, che sarebbe offesa…. Voi, che sola possedevate le carte del cavaliere dell'Isola ed il suo segreto?… che sapete come vostro marito si fosse sempre creduto figlio di un nobile veneziano senza fortuna, e come nemmeno sospettasse la sua origine?…
Questa domanda era un'accusa.
Camilla lo comprese. Per un istante se ne spaventò. La gelosia comprometterebbe forse i piani orditi da tanto tempo, e con tanta pazienza condotti? Per riescire nei quali non si era arrestata dinanzi al delitto?… La sua confusione però non durò a lungo.
—Io dissi questo alla principessa, rispose con dignità; ma siccome mio marito, nell'udir qui casualmente il nome, il casato della duchessa, rimase come percosso dalla folgore; siccome tal nome era quello apposto a due lettere di una sua innamorata, che io gli avevo involate nascostamente, mentre era in mia casa ferito; così è naturale che abbia concepito mille sospetti…. Io non sono come voi, signor conte; amo, ma dubito.
La principessa approvò questa risposta, Camilla meritava davvero d'esserle amica.
—Sembra, disse il cavaliere di Malta alla dalmatina, che voi tacciate vostro marito di mentitore. Credete dunque ch'ei conoscesse la sua origine?…
—Io non dico questo; ma so che ha amato questa donna, la duchessa; so che ne sono gelosa; ch'ella lo ama ancora, e ch'egli è incostante.