Ed il volto di Camilla si fece cupo.
Il cavaliere non rispose; donna Maria lo guardava attentamente.
—Signora, diss'egli dopo un istante, volgendosi nuovamente a Camilla, io vi compatisco se la gelosia potè turbarvi lo spirito a tal segno, oscurare la vostra ragione, e farvi accogliere le insinuazioni di donna Maria…. Non siete come me, dite, perchè non dubitai della duchessa? Il confronto non sta; il paragone non regge…. Siete gelosa di vostro marito? siatelo…. Ne avete il diritto, come avete quello d'amarlo; mentre io non posso amar la duchessa, nè esserne geloso…. Sono di lei un parente affezionato, un amico devoto; ma nulla più. Del resto se la conosceste, signora, non dubitereste che ella possa amare ancora il vostro sposo, come sembra crederlo la principessa. Donna Livia è una donna d'onore, incapace di mancare a' suoi doveri….
—Eh, cavaliere, interruppe donna Maria, ammiro la vostra costanza: veramente voi siete un uomo raro…. Amare in tal modo, senza speranza, è gran virtù: ma però v'ingannate….
—M'inganno? in che?
—Nel credere la duchessa incapace d'errare… Ella è donna come le altre…. Perchè la credete sì virtuosa?—aggiunse con leggiera ironia:—perchè fu severa con voi?
—Donna Maria, se persistete in tali motteggi potrei dimenticare….
—D'essere in mia casa? diss'ella guardandolo con sprezzo; non lo credo e proseguo: nuovamente vi dico che voi v'ingannate. Che cosa prova se donna Livia non accolse il vostro amore? che non le piacevate, e null'altro.
Era troppo!
Il cavaliere si alzò.