—Chi vi disse che io le abbia parlato mai d'amore? Ella merita d'essere rispettata, la duchessa è una donna superiore, che nulla ha di comune colle altre, nulla soprattutto con voi, donna Maria…. E, se un istante potei alla lettura di quel foglio rimaner confuso, le vostre parole mi fanno persuaso che feci bene a scacciare quel turbamento cagionato dalla sorpresa, ed a non prestarvi fede.

—Dite quel che volete, rispose donna Maria impassibile; vi compatisco vedendo che non ragionate; perchè altrimenti vi sarebbe facile riconoscere che donna Livia non ama il duca, che non lo ha amato mai, benchè seco si trattenga sovente, benchè per accortezza non ardisca provocarlo troppo.

Il cavaliere si turbò, chè tante volte l'aveva notato…. E la tristezza della giovane duchessa, l'idea ch'ella fosse infelice erano state prima causa del suo amore per lei.

Donna Maria si avvide di quella involontaria agitazione e proseguì:

—Se non ama il marito che vuol dire? Che ama un altro…. Il duca non è molto gentile; è sofistico, collerico, mordace; ma alfine egli ha appena trentacinque anni; è bel cavaliere; cento donne gli correrebbero dietro.

—Io vi lascio dire, donna Maria, di certe cose non m'immischio.

—Sì, ama un altro, continuò la principessa; quest'altro è quello che voi andaste a cercare per obbedire a lei, ed il duca lo sa.

—Perchè non dirmelo prima? esclamò spaventato il conte.

—Che volete fare?

—Recarmi dal duca all'istante; io solo sono responsabile della missione, che condussi a termine.