Donna Livia mi disse finalmente d'amarmi!… Perdonò i miei trasporti!… dunque… Costui se ne andrà per sempre… Ora ella è rinchiusa nel suo appartamento… Mai lo rivedrà!… Me lo ha giurato!…

Ed il duca più calmo si diresse verso il suo palazzo.

Egli non aveva fatto a Federico minor effetto di quanto questi ne avesse fatto su lui, benchè tal effetto fosse in parte diverso.

—Ah! disse l'ufficiale a Dal Pozzo, appena il duca si fu allontanato, che sembiante, quale contegno orgoglioso, provocante!… Povera donna Livia! Ed è fra le mani di costui?

—Ma ascolta, rispose il messinese; avresti preferito che ella ti avesse atteso per trovarti ammogliato?

—No, ed io dal resto le ho sempre offerto di renderle la sua libertà; chè troppo grande era la distanza, che ci separava; solo sembrami che questo duca debba farle paura. Hai veduto come mi fissò? Sembrava volesse gettarsi sopra di me!…

—E neppur tu l'hai guardato in modo amabile… Credetti che gli occhi d'entrambi stessero per prender fuoco!… Per fortuna che nessuno si fermò!…

—Volevi tu che io volgessi il capo?

—Sarebbe stato assai più conveniente in te che in lui… Alfine, se tu hai una ragione d'odiarlo, egli ne ha cento… È vero che tuo padre fu spogliato dal suo, ma egli non c'entra.

—Oh questo non monta! Ma, se avessi volto il capo, avrebbe creduto che lo facessi per paura, ed io non temo alcuno, il sai?