E Dal Pozzo si arrestò a riflettere.

L'ufficiale tornò a parlare di donna Livia, e chiese in qual modo avesse sposato il duca.

Dal Pozzo gli rispose soltanto che, dopo essere stata certa della sua morte, si era rassegnata a seguire i consigli del marchese moribondo.

Federico, stanco di vivere, come lo sembrava, non aveva certo bisogno di nuove emozioni.

—Ora donna Livia ha un figlio, aggiunse Dal Pozzo; lo ama molto, a quanto ne udii. Io credo in fondo il duca più stravagante che cattivo. La vita ritirata, che conduce donna Livia, probabilmente se la elesse ella medesima…. Sai che amava star sola, e non si curava di piaceri…. Poi ha una certa libertà: per esempio, so che sovente si reca ad un suo vicino castello, dove passa molto tempo; insomma è tranquilla, se non felicissima…. Tu le salvasti la vita: ciò farà che sempre ella serbi di te grata memoria…. Sarai meno coraggioso di lei? tu, che alfine, lascia che io te lo dica, fosti assai meno costante?…

—Hai ragione; forse quando sarò lontano di qui….

E l'ufficiale sospirò con una certa apatia elegante, che assumeva alle volte e che gli era tutta particolare…

Dal Pozzo comprese però che quelle penose riflessioni provenivano più da stanchezza di sè medesimo che da amore per donna Livia. E cercò distrarlo….

—Dunque, gli disse, tua moglie possedeva le carte del cavaliere dell'Isola, tuo padre?

Aveva scelto un bel diversivo. Ma egli non era molto fino; d'altronde non poteva saper tutto.