—Dite a nome della duchessa che, se egli è un cavaliere d'onore, distrugga tosto il biglietto. Sono persuasa che non esiterà. Io sono meno sicura di voi. Un uomo a questi comandi obbedisce assai più di una donna. D'altronde Federico è stordito….

Queste parole persuasero la principessa. Oh! lo distruggerà, pensò…. Perchè perderei sì buona occasione?… Non posso, no, rimanere invendicata!… Poi se il cavaliere, pacificato col duca, gli narrasse la scena che…. guai! uno di loro provocherebbe il principe!… E allora! D'altronde io non posso sopportare l'idea che donna Livia sia posta da loro tanto al disopra di me!… che mi si disprezzi…. No, no….

E tornò a porsi allo scrittojo.

Quando ebbe finito mostrò l'opera sua a Camilla, che lesse.

«Il duca è alla terra di S…. Donna Livia può vedervi un'ultima volta senza pericolo, essendo sicura dei servi. Ella esitò, ma non seppe resistere. D'altronde ha da comunicarvi cose importanti, perchè ella non è forse salva ancora. Vi attende tosto in preda all'agitazione più viva. Vi chiede in nome dell'onore che distruggiate tosto questo scritto, benchè non abbia osato vergarlo di sua mano. Affrettatevi….»

—Va bene? chiese donna Maria alla sua complice.

—Benissimo, rispose la dalmatina. Oh lo distruggerà senz'altro, non temete!

—Spero bene, chè altrimenti non lo avrei scritto. Ma credete poi ch'ei si recherà all'invito?

—Non ne dubitate, rispose Camilla con amarezza. Non vedete a quali angosce è in preda? Teme rimanere in palazzo, piglia pretesto da quel messinese per assentarsi continuamente. Manca persino alle convenienze, egli, che fu sempre gentile, abituato a Venezia a frequentare le case patrizie, la società più scelta…. Dunque di tutto ciò è causa l'amore per donna Livia…

—Certamente.