Poi con un cenno congedò il servo.
Rimasto solo, aprì la lettera di donna Maria, che era così concepita.
«Ci conosciamo! voi mi scriveste, duca.—No, vi ingannaste…. Io credeva conoscervi: ma compresi che ciò non era. Non avrei creduto mai che vi lasciaste impunemente insultare, schernire, deridere…
»Prestate pur fede alla duchessa; lasciate che Federico di Chiarofonte, o il cavaliere dell'Isola, come più vi piacerà chiamarlo, possa vantarsi d'essere amato da vostra moglie, senza che voi gliene chiediate ragione. Fate pure. Io dovrei vendicarmi dello sprezzo, con cui mi trattaste, ridendo di voi, come ne ridono tutti. Ma non posso dimenticare che siete mio fratello. L'onore della nostra famiglia mi è assai più caro di quanto crediate.
»Per questo vi avverto che domani mentre sarete alla terra di S…. nostro cugino si recherà da vostra moglie. Attendete a giudicar tutti quando vedrete che non v'inganno; quando finalmente avrete riconosciuto che io non lancio nè ingiuste accuse, nè perfide insinuazioni.
Donna Maria.»
La rabbia, l'indignazione, il dispetto si dipingevano a volta, a volta sul viso del duca a misura che leggeva, e lo oscuravano ancora più….
Sarebbe possibile, mormorò, che donna Livia lo ricevesse?… No, non è capace d'ingannarmi così!… Dopo ch'ella mi disse d'amarmi sarebbe peggio di prima…. Sarebbe una colpa non solo, ma il massimo dell'ipocrisia, dell'abbiezione…. No, no, non voglio nemmeno pensarvi!…. Oh maledetta donna Maria, che viene ad avvelenarmi ogni gioia!… Però se posso accertarmi di quanto dice; se ella me ne offre il mezzo devo attendere a giudicarla.
Se veramente colui si recasse domani al mio palazzo, per vedere mia moglie…. ebbene!… sarà egli solo l'ardito; ma allora la promessa, che feci a donna Livia, sarebbe sciolta, sciolta da lui stesso, se manca all'impegno, se ritorna in mia casa!…
E colpito da una subita idea: