Poco dopo la partenza di don Francesco ella ricevette il biglietto, preparato per lei, e che le si disse essere stato portato da uno sconosciuto.

Donna Livia, che non riceveva mai alcuna lettera, rimase un momento perplessa.

Poi pensò che poteva essere del conte di San Giorgio, il quale approfittava dell'assenza del duca per dirle due parole; che, fors'anche ingannato, si lagnava di lei, e la aprì.

Non v'era indirizzo: i caratteri le erano affatto sconosciuti, ma il nome di Federico, che vide tosto, la colpì.

Lesse agitatissima, e dopo la lettura rimase più agitata ancora.

Che significa questo? pensò…. Egli vuol rivedermi…. Ha un segreto da comunicarmi…. Dice che posso riceverlo senza periglio durante l'assenza del duca…. Infatti!… Facendolo introdurre segretamente…. Non iscrive egli stesso per precauzione…. Eppure vuole che io distrugga il biglietto…. Vorrà parlarmi forse perchè avrà saputo che sua moglie e donna Maria tentarono perdermi…. dirmi ch'egli ignorava gli fossero state involate le mie lettere…. Sarà per giustificarsi ancora!…

Ed ella riflettè un poco…. indi:

No, non lo riceverò, qualunque sia il motivo, pel quale vuole parlarmi: per quanto mi dolga respingere una sua ultima preghiera…. Non posso vederlo!… Ne diedi parola al duca…. non vi mancherò…. Devo fargli questo sacrificio…. Poi proverei una troppo viva emozione!…

E chiamata la vecchia governante, le ordinò di dire ai servi che a qualunque persona si presentasse a chieder di lei venisse risposto ch'ella non riceveva alcuno; le aggiunse si guardasse bene ella stessa di introdurre ancora segretamente il signor di Chiarofonte.

Dato quest'ordine fu più tranquilla.