Il duca lo prese e lo scorse.

—Appena lo ebbi ricevuto, continuò donna Livia, ordinai che nessuno fosse introdotto da me.

—Faceste bene; ma che sono tutti questi imbrogli? La scrittura non è sua, il vedo; chè quella maledetta scrittura la conosco anch'io; ma il biglietto verrà da lui egualmente, poichè egli venne qui. Ed io non soffrirò tale insulto.

In quella una donna chiese di entrare.

Apparve sulla soglia con una lettera tra le mani.

—Un cavaliere, diss'ella alla duchessa, chiese con istanza che venisse tosto consegnata a vossignoria illustrissima.

E si arrestò vedendo il duca, di cui non si era accorta dapprima.

—Una lettera? domandò egli.

La camerista temette d'aver commessa qualche imprudenza e rimase imbarazzata.

Quel suo contegno insospettì il duca.