—Ti si è forse ordinato che io non la veda? chiese alterato.

—Dammi quella lettera, interruppe donna Livia, e conduci teco il bambino.

La camerista obbedì, contenta, chè aveva avuto paura.

—Questa volta i caratteri sono suoi, disse il duca, mentre donna
Livia stava spiegando la lettera.

Indi:

—Voglio leggerla io!

—Tenete.

Ella non aveva avuto neppure il tempo di gettarvi lo sguardo.

—Mi sembrato agitata?… Di che paventate?…

—Temo che in questa lettera siavi qualche frase, che venga da voi fraintesa.