—Sedete, conte, gli disse: devo pregarvi di una grazia.
—Comandate, rispose egli commosso. Sapete che io sono interamente ai vostri ordini. Ah, vorrei mi chiedeste molto, onde potervi testimoniare la mia assoluta devozione!
Queste parole furono pronunciate in un modo che non lasciava dubbio alcuno sulla loro sincerità.
—E molto vi chiederò infatti, riprese con calma la duchessa.
Ascoltatemi.
Il cavaliere di Malta attendeva in silenzio.
—È del segreto rivelato dal vecchio duca che io intendo parlarvi, continuò donna Livia. Voi certamente lo avrete immaginato.
Il conte fece un cenno affermativo, ma non l'interruppe.
—Perciò, proseguì ella, ho voluto vedervi oggi in questo castello. Io ho concepito un progetto, e col vostro mezzo spero poterlo realizzare. Ora ve lo comunicherò. Sulle prime ero decisa ad oppormi risolutamente a don Francesco, come avevo cominciato a fare; ma poi cangiai avviso. Compresi che egli vuole ottenere assolutamente il silenzio di tutti su quel disgraziato affare, con ogni mezzo; mezzi estremi forse, a cui io devo evitare che egli ricorra. Non crediate però, conte, che io acconsenta a vedere in pace il cavaliere dell'Isola ingiustamente spogliato: quando penso che mio marito può accogliere tale idea, mi sento fremere; ma ei non la manderà ad effetto sinchè avrò vita.
Ella si arrestò un istante; indi:
—Ho riflettuto: ho pensato che forse don Francesco ritiene in buona fede di non essere colpevole operando in tal modo, facendo quanto infine fece suo padre per tanti anni…. Egli non ha certamente afferrato il vero concetto di…. Insomma la cosa non gli appare forse come a voi, conte, come a me…. sotto la sua vera luce….