Donna Livia, pensava, riconoscerà forse i caratteri del foglio che le inviai…. Saprà di chi sospettare, ma io mi allontanerò tosto, che altrimenti darei in nuovi tranelli…. Non è che io tema, chè sono sempre pronto a tutto; ma la pace di donna Livia mi consiglia a tale risoluzione.
Dal Pozzo non esitò a seguir Federico in un villaggio vicino, senza permettersi domande, benchè il contegno dell'ufficiale gli sembrasse sempre più strano.
Ah! pensò Camilla, nel leggere il biglietto di suo marito, qual modo è questo di trattare con una sposa? Indegno!… Sì, lo comprendo; egli vorrà dividersi da me, appena ricuperati i suoi titoli, i suoi beni…. Ed io, che tanto faticai…. Mi farà interrogazioni…. me l'attendo!… Mi dirà che diffida, che di me più non si degna…. Mi sembra udirlo!… Orgoglioso!… Ed è per questa donna Livia che mi disprezza? Oh! ma non ne avrà il tempo…. Che fa ora la principessa?
La principessa stava peggio di lei in quel momento.
E quando ritornò, quando le ebbe narrato il tutto…. tremante per lo sdegno, per la collera…. entrambe giurarono la morte della duchessa.
—Fu vostro marito, che mi ha perduta!… Egli!… lo vedete! esclamò donna Maria.
—Sì, e non vi dirò di perdonargli; lo odio non meno di voi. Leggete ciò che osò scrivermi…. tutto per causa della duchessa.
E dopo qualche parola sconnessa, qualche nuova imprecazione contro Federico, il duca e donna Livia, esse si erano divise, la principessa essendo stata domandata da suo cognato.
La confusione in palazzo era grandissima. L'avvenimento terribile di quel giorno, fatale al giovane principe, correva di bocca in bocca, commentato in mille modi da tutta la città.
Nella notte seguente, Gabriella, che dormiva in una stanza vicina a quella di Camilla, fu svegliata ad un tratto da un lieve rumore.