—Domani ne riceverà un bellissimo mazzo in una leggiera cassetta.
L'aprirà poi?

—Oh! l'aprirà certamente: è suo costume. Qualunque cosa venga recata per lei dal castello è tosto portata nel suo gabinetto…. Domani dunque.

—Non possiamo indugiare: domani si termina tutto, e mio marito, vedeste? vuol partire subito…. Si crederà la duchessa morta di una convulsione; voi mi diceste che ella ne soffre talvolta; ciò non sembrerà strano; quella donna boema mi disse che il suo veleno non lascia tracce diverse di un forte accesso convulso.

—Sì, sì, esclamò donna Maria, noi non saremo sospettate…. D'altronde l'idea che ella possa essere ancora felice, ella, la causa di tutti i miei mali, mi è insopportabile…. Il pensiero che ho perduto una sì splendida posizione;… e che il duca sì crudele, spietato, brutale, soltanto per colei si umanizza, mi uccide…. Si, ella morrà….

Ogni parola faceva fremere Gabriella; le sembrava una lama avvelenata, che le si rivolgesse nel cuore.

Oh! io la salverò quella donna, pensò, a qualunque costo. Iddio mi sceglie a quest'opera…. Me ne rimeriterà; benedirà ai miei figli!…

E con una esaltazione purissima si raccomandò alla Vergine! Essa l'aiuterebbe.

Ma riflettè che si era trattenuta abbastanza.

Rientrò nella sua camera, leggiera ed inosservata. Si coricò; finse dormire, e nessuno sospettò di lei…

L'indomani per tempo si alzò; all'ora solita disse volersi recare in chiesa, ma rifiutò la compagnia della camerista, che abitualmente la seguiva.