Il servo, benchè sorpreso, obbedì; la fece entrare in una stanza terrena, ove Gabriella trovò su d'uno scrittojo quanto chiedeva.

Tracciò con mano convulsa poche linee.

Le suggellò, indi consegnò il foglio al servo.

—Sentite, gli disse, giurate che non verrà consegnato alla duchessa alcun oggetto, che venga dal suo castello, prima che il duca abbia letto questa lettera; se nol fate, vi assicuro che ne sareste terribilmente punito.

Il servo, messo già in sospetto dagli ordini ricevuti, dagli avvenimenti del giorno prima, convinto dall'accento di Gabriella, giurò, e promise anche comunicare a tutti i suoi compagni quella raccomandazione.

Allora Gabriella, dopo aver rinnovato i suoi avvertimenti, si allontanò dal palazzo rassicurata.

Non aveva voluto dire ai servi che si trattava della vita della duchessa, per timore di disonorare pubblicamente la moglie di Federico e donna Maria.

Due ore dopo, il duca rientrò; era assai pallido.

Gli fu tosto consegnato il biglietto.

—L'ha scritto in palazzo, gli disse il servo, che stava aspettandolo nell'atrio (lo stesso che aveva parlato a Gabriella) l'ha scritto una giovane donna, che rassomiglia in modo strano a donna Rosalia, e che aveva cercato prima di parlare alla duchessa, o a vostra Eccellenza.