—Povera donna Rosalia! Mi dispiace lasciarla infelice.

La duchessa alzò il capo.

—Che volete dire? domandò.

—Voglio dire che, come ve ne sarete certamente avveduta, ella ama il giovane principe degli Alberi, e ch'ei non pensa se non a donna Maria. Me ne duole assai per la mia figlioccia, che ho sempre amata molto; ma non vedo rimedio alcuno…. Ella soffre….

—Sì: eppure credo non abbia perduta ogni speranza.

—La perderà fra poco. Io so che il principe conta chiedere presto la mano di donna Maria.

—Come lo sapeste?

—Ora vi racconterò. Il principe stesso me lo disse…

In quell'istante, se il conte e donna Livia avessero prestato attenzione, avrebbero potuto udire un lieve rumore dietro la tappezzeria.

Era don Francesco, che giungeva nel suo nascondiglio. Trovavasi un po' in ritardo; perchè aveva pensato esser meglio partire da Catania a qualche intervallo dal suo parente, anzichè seguirlo troppo davvicino, o prevenirlo, e dar sospetto. Poi, siccome la gelosia era stata il solo suo movente, erasi detto che, ove anche perdesse una parte di quella conversazione, ne udirebbe sempre abbastanza per sapere quali rapporti regnassero tra la duchessa ed il cavaliere di Malta.