Donna Maria non si era ingannata: benchè il duca avesse mostrato non crederle, le insinuazioni di lei gli avevano suscitato in cuore un inferno.
«Il principe stesso me lo disse.»
Ecco le prime parole che don Francesco doveva udir pronunciare dal conte di San Giorgio.
Il cielo certamente non permise che egli sentisse quanto riguardava il segreto rivelato dal padre.
Intanto il cavaliere proseguiva:
—Incontrai il principe fuori della città: egli era a cavallo: io pure. Mi si avvicinò, e mi chiese se volessi acconsentire che per qualche tempo mi accompagnasse. Accettai. Sembrava ch'egli avesse qualche cosa a dirmi, ed io attendeva che parlasse. Infatti quasi subito esclamò:—Ah! la morte del duca vostro zio venne a spezzare i miei più cari progetti.—Lo guardai sorpreso, come per interrogarlo, ed egli continuò:—Avevo risolto chiedere donna Maria in isposa in questi giorni, e non ebbi il tempo di farlo.—Io pensai tosto a donna Rosalia, e mi sentii stringere il cuore.—Ah! dissi, voi amate una delle mie giovani cugine, principe?—A queste parole, che avevo pronunciate appositamente, mi parve che egli arrossisse: ciò mi persuase sempre più che in passato deve avere lasciato credere a donna Rosalia di amarla.—Amo donna Maria, mi rispose con qualche imbarazzo, e temo che la morte di suo padre possa, non solo ritardare, ma impedire le mie nozze con lei; perciò desiderai consultar voi, che come stretto parente conoscerete forse le idee di don Francesco. Credete che ei possa concedermela?—Voi siete di famiglia illustre, risposi; siete ricchissimo, non dovete dunque temere un rifiuto.—Gli è che il duca potrebbe avere per donna Maria qualche altro progetto.—Io rimasi un istante perplesso; indi:—Non credo, ribattei.—Cercate voi, riprese egli, d'interpellare don Francesco in proposito.—Io non ho con lui grande intimità, risposi: mi sembra sia meglio che voi stesso, quando ve ne parrà giunto il tempo, facciate la vostra domanda.—Voi comprendete, donna Livia, che io non potevo acconsentire ad immischiarmi d'un matrimonio che darà tanta pena alla mia figlioccia.—Farò come mi consigliate, disse il giovane: più presto che sarà conveniente, parlerò al duca.—E dopo essersi trattenuto ancora qualche istante meco, mi lasciò un po' freddamente. Mi parve alquanto offeso per non aver io voluto accogliere la sua preghiera.—Volli narrarvi tutto ciò, donna Livia, perchè pensiate voi se vi par meglio preparare un po' per volta al disinganno donna Rosalia.
La duchessa riflettè un istante.
—No, disse quindi, non la preverrò. Perchè anticiparle il dolore, la disperazione forse, in cui la getterà il sapere che il principe vuole sposare donna Maria? Alle volte la verità, per quanto possa essere crudele, è preferibile ai dubbj, è vero, ma non per tutti…. D'altronde ella non mi ha parlato mai del suo amore, ed io non posso provocare le di lei confidenze senza commettere un'indiscrezione.
—Non so che dire; ma non potremo evitare che fra poco ella conosca il vero; poichè infatti, se il principe non l'ama, mi sembra inutile cercar d'impedire le nozze di lui con donna Maria. D'altronde ciò dipende dal duca.
—Certamente. Se donna Maria avesse cuore, potrebbe ella… Io non la credo innamorata propriamente del principe.