—Mi duole, continuò poi, la morte di quella nostra disgraziata cugina; donna Livia se ne rammarica molto.
—Comprendo, ma ditele per tranquillarla che quella infelice era molto sofferente, che poco certo le rimaneva di vita.
—Glielo direte voi stesso.
—Io? chiese il conte con una certa indifferenza.
—Sì, voi, cavaliere; ella desidererà aver qualche particolare sulla missione affidatavi; recatevi da lei domani.
Il duca desiderava dare una prova di fiducia a donna Livia, la quale, lo comprendeva benissimo, aveva pel conte null'altro che dell'amicizia. Federico lo aveva guarito della gelosia e gli aveva dato ben altro a pensare; ei dicevasi che, se donna Livia aveva saputo sacrificare il suo amore per quel giovane, adorato un giorno, per quel bel cavaliere, che le aveva salvato la vita, egli non doveva temere più di alcuno.
Il conte era un po' sorpreso dell'offerta fattagli, ma rispose colla più completa calma.
—Accetto con piacere; così mi congederò da lei.
—Partite ancora?
—Vado a Malta…. E donna Maria? mi è stato detto sia partita per la campagna.