—Non vi fu detto che era partita meco?

—No, ma l'ho pensato.

—Vi dirò dove si trova; l'ho inviata al mio castello solitario di C….; è ben custodita. Capite che non posso lasciar libera una creatura tanto pericolosa. I parenti di suo marito la credono in campagna; non se ne danno alcun pensiero, perchè parmi che in sì poco tempo avesse trovato il modo di farsi voler male anche da loro…. Sapete che l'offendere tutti fu sempre suo costume.

—Non so disapprovarvi; però, se si potesse col tempo sperare in un sincero ravvedimento….. Chi sa che ella sia stata anche un po' trascinata dall'altra!…

—Non credo; è perversa per natura, lo sapete. Anche donna Livia tenta persuadermi di ciò che voi dite, ma io vi penserò ben bene…

—Mi duole che la venuta dei figli del nostro sventurato zio abbia dato luogo a sì tristi scene.

—Oh bene, cercheremo dimenticarle! La povera Gabriella si crede da tutti morta per una violenta convulsione; l'altra nessuno sapeva ancora chi fosse, e non si conoscono le sue colpe; il disonore di donna Maria non è palese…. ed il duello col principe è un duello come tutti gli altri.

—Avete ragione.

Dopo qualche altra parola il conte si alzò; salutò il cugino e partì.

Quel colloquio era stato breve, ma il più amichevole di quanti avessero avuto mai in passato.