—Le scene terribili di questi giorni, o piuttosto i pericoli che io corsi lo impressionarono vivamente. Egli è cangiato, il ripeto! Pensò egli stesso ai figli della sua sventurata cugina, ciò che in passato non avrebbe fatto certamente. Ed il vedere che egli stesso vi esortò a venire da me mi è prova che di me più non diffida. Ora dunque mi tengo certa del mio ascendente sopra di lui; farò di non perderlo…. Cogli uomini come il duca occorrono molte precauzioni; saper indovinare quando una cosa, una parola può far buona impressione o cattiva…. insomma….
Ed ella sorrise.
Dopo quanto aveva detto, il conte avrebbe potuto risponderle:—Mi rimetto in voi, signora; ma ei nol fece.
Ella proseguì.
—Lasciandovi leggere nel mio cuore io faccio per voi, caro conte, ciò che non feci mai per alcuno; ricompenso nel modo migliore, credetelo, la vostra amicizia così devota.
—Io vi sono riconoscente di tanta fiducia, signora.
—Poi, continuò donna Livia, lo faccio anche perchè voi, vedendomi sì vecchia d'impressioni, sì riflessiva, vi persuadiate che io non sono una donna da amare.
—Donna Livia, se voi volete persuadermi di questo vi avverto che sprecate il tempo. Del resto il mio amore non fa male ad alcuno. Lasciatemelo, duchessa, esso non può offendervi.
Egli era assai triste nel terminare queste parole.
—Spero egualmente convincervi di quanto vi dico. Guardiamo, cavaliere, le passioni da una regione più alta di esse. Pensiamo a quali mali esse possono trascinare.