Credete voi che se il cavaliere dell'Isola avesse potuto immaginare le angosce, che lo attendevano, i lacci, in cui sarebbero caduti i suoi figli, le scene orribili di questi giorni, credete voi non si sarebbe arrestato inorridito sull'orlo del precipizio, in cui è caduto; che non si sarebbe ucciso di sua mano prima di sposare quella donna, per la quale fu scacciato?

—Non so che dire, donna Livia, voi avete ragione.

—Vedete dunque, continuò la duchessa con una certa filosofia, che sarebbe meglio cangiare i vostri sentimenti per me; riguardarmi come un'amica, una sorella, non pensare nemmeno che mi avete amata altra volta.

—Vi giuro che farò ogni sforzo, ma temo non essere sì coraggioso.

—Il sarete voi meno di me? Perchè io stessa, che parlo così, credetti pochi giorni fa morir dal dolore nel riconoscere i caratteri di Federico, nel saperlo in vita…. E quando il rividi un istante per persuaderlo ad evitare il duca!… allora…. sì, cavaliere, una scintilla di quel mio grande, di quel mio solo amore riaccesa nel mio cuore, sarebbe bastata ad incenerirlo, ma io la soffocai; chè sarei morta prima di mancare a me medesima….

Si arrestò un istante vivamente commossa; indi con maggior calma:

—Vedete dunque che io parlo in conoscenza di causa: convincetevi voi pure delle verità che vi ho dette, e potrete senza rimorso continuare a venire in casa del duca…. Io vi riguardo come un fratello…. farete quanto vi chiedo?…

—Sì, donna Livia.

Ella gli stese la mano, ch'ei baciò rispettosamente.

—Ah! continuò la duchessa, sarei lieta se la rimembranza di questi giorni orribili non vi si opponesse. Il duca fece più di quanto io avrei voluto…. Tinse la sua spada nel sangue del principe, lo uccise…. senza di ciò forse donna Maria non avrebbe ricorso ad una atroce vendetta.