Donna Maria aveva dunque in sè degli elementi preziosi di progresso: perchè ogni sua parola, ogni sorriso, ogni sguardo era calcolato, gettato per fare effetto.

E con questi difetti, o qualità, come si vorrà chiamarle, cattivava intieramente il principe.

—Oimè! il tempo di separarci è venuto, gli disse ella.

—Che! di già? Mi sembra sì poco che son qui presso di voi, cara donna
Maria!

—A me pure; ma…

—Il duca non è assente? Non siete voi libera per qualche ora?

—Ei non mi disse quanto sarebbe durata la sua assenza. Seppi a caso che doveva partire… Una passeggiata a cavallo può durare anche pochissimo.

—Ah sì! avete ragione: mi converrà lasciarvi. Al suo ritorno don Francesco potrebbe chiedere di voi… Ma non temete l'indiscrezione di qualche servo?

—Non temo; perchè mi vedono molte volte passeggiare in giardino, quantunque sia nel verno. Poi ho una delle mie donne, che mi è intieramente devota, quella che impiegai sempre per comunicare con voi…. Fu dessa che, sotto un suo particolare pretesto, ottenne dal giardiniere la chiave di questa stanza. Ora ella veglia qui presso.

—Addio dunque, donna Maria: rammentatevi di me.