Il duca vi aveva pensato un istante con vero orrore; ma poi riflettendo si era sforzato a calmarsi; aveva gran motivi per non abbandonarsi all'ira, ma per frenarsi aveva bisogno di non veder subito la sorella, e per questo al ritorno dal castello era salito tosto nel suo appartamento.
Seduto innanzi ad un gran fuoco, egli riandava nella sua mente tutto quanto gli era avvenuto in pochi giorni, dalla morte del padre sino a quella sera.
«Dunque, pensava, era per prevenire donna Livia dell'amore del principe per donna Maria; della sua intenzione di chiedermela in isposa, che il cavaliere si recò al castello? Ed io avevo sospettato?… Mi ero sentito ardere di gelosia?… Eppure…. se avessi riflettuto, non avrei dovuto temere…. Ella non mi diede mai motivo di dubitare…. Perchè ho io prestato fede a donna Maria, quando da lungo tempo avrei dovuto comprendere ch'ella odia mia moglie?… Poi avrà temuto che la duchessa mettesse ostacolo al suo matrimonio col principe; che cercasse impedirlo per compassione di donna Rosalia….
»Anche di costei mi si spiega ora l'eterna malinconia…. Avrei dovuto avvedermi da me medesimo di tutto questo; ma per verità non me ne sono mai preoccupato…. Basta: ora penserò…. Ah! donna Rosalia ama il principe senza speranza?… E donna Livia ne ha pietà?… Ciò è naturale!… Ella deve aver riflettuto a lungo sul sentimento!… Ella!…»
Ed il volto del duca si annuvolò…. Una specie di sorriso amarissimo sfiorò le sue labbra; ma fu un lampo!…
«Devo io negare donna Maria al principe? pensò poi…. Devo rifiutargli la sua mano, quando me la chiederà?… Colei lo meriterebbe: ma la conosco!… Si vendicherebbe di me, col palesare il segreto, che voglio tenere celato…. Nulla l'arresterebbe…. Lasciandole invece sposare il principe, tacerà…. Ne sono certissimo: non ha gli scrupoli della duchessa…. Ma ella pure dovrà obbedirmi…. Che mai conterà fare?… Mi sembra impossibile imporle la mia volontà…. Ed il cavaliere?… Ah, egli avvisò donna Livia che si guardasse da mia sorella!… Aveva compreso che questa si era avveduta del suo amore per la duchessa…. In questo donna Maria non mi ha ingannato…. Forse mi rese un servigio; ma ella m'offese…. Sì, il conte ama donna Livia!… L'ama con idolatria: lo compresi dalle sue parole, dal fremito della sua voce!… Indegno!… Basta: lo tratterò in avvenire con tanta freddezza, che non oserà frequentare la mia casa!… Non è che io tema della duchessa!… Mai ella amerà il cavaliere, come mai non amerà alcuno!… Per questo saprò contenermi con mio cugino…. Ho d'uopo del suo silenzio; e se me lo promette, tacerò per ora…. Un duello con lui sarebbe in questo momento uno scandalo…. Del resto il mio onore è illeso; ed io non devo preoccuparmi di una folle passione del cavaliere, che d'altronde da un istante all'altro può lasciar la Sicilia, per sempre forse…. Sì, otterrò il silenzio di tutti!»
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Il giorno dopo, don Francesco ordinò ad un servo d'invitare donna Maria a passare da lui. Aveva stabilito un piano che doveva cominciare dall'intendersi colla giovane.
Ella non si fece aspettare: era ansiosissima di sapere qualche cosa, benchè non fosse affatto senza timore su quel colloquio. Esaminò rapidamente, con grande attenzione, il volto del duca; ma non potè trarre alcuna congettura da tale esame, tanto quel volto rimase impassibile.
—Che volete da me? domandò al fratello, sedendo sulla seggiola ch'ei le additava in faccia a lui.