VIII.
Il giorno dopo, il duca attendeva con impazienza la risposta del benedettino.
Quella sera spirava la dilazione accettata dal frate. Don Francesco non dubitava che mancasse: prima, perchè si teneva sicurissimo che non si oserebbe farlo aspettare; secondariamente, perchè il monaco aveva preso tutt'altro che leggermente quell'affare di tanto rilievo.
Infatti il religioso non mancò. Non era molto che don Francesco attendeva, quando un servo venne ad annunziarlo.
Dunque aveva deciso tacere: poichè altrimenti come ardirebbe affrontare colla sua presenza la collera dì un potente signore?
Ma la risposta che doveva dare riguardava un affare sì delicato, che affidarla ad un'altra persona o ad una carta sarebbe stato quasi impossibile.
Queste domande il duca se le fece colla rapidità del pensiero, e mentre ordinava fosse introdotto il frate all'istante.
Quando questi fu nel gabinetto, e chiuse le porte, don Francesco lo interrogò.
—Dunque, gli disse, siete deciso a serbare il silenzio?
Il frate s'inchinò in segno di assenso.