—La sola circostanza che le mie parole, rivelando quel segreto, sarebbero state inutili, mi persuase a tacere: non posso dunque accettare ricompensa alcuna.

Il duca, benchè molto indispettito, si felicitò di aver celato al frate la distruzione della pergamena, e di averne con tal mezzo ottenuto il silenzio.

Salutò con freddezza il benedettino, che s'inchinò profondamente ed escì.

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Qualche ora dopo, il duca udì bussare al suo gabinetto.

—Chi è là? domandò.

—Io, Eccellenza, gli rispose il suo cameriere. Don Francesco andò ad aprire.

—Che hai? chiese con asprezza: avevo ordinato non mi si sturbasse.

—Nè io avrei ardito farlo senza ragione; ma il conte dì San Giorgio desidera di….

—Ah, egli è qui? domanda di me?