Accingersi a tale impresa, compirla non vuol dire mancare di sensibilità; preferir sè agli altri: no; poichè è soltanto per una via difficilissima, seminata di ostacoli grandi che vi si giunge: via che spaventerebbe gettandovi gli occhi assai più di quella che tiene l'eterna condiscendenza.

Ma tutte queste idee vengono diversamente intese; così, mentre tanti avrebbero bisogno di rara fermezza per non lasciarsi avvilire dall'amore, il duca, che poteva farsi condurre da esso ad una nobile meta, non lo aveva voluto: emetteva tutto il suo coraggio, tutta la sua ostinazione a resistere, ed era risolutissimo a farlo, altrimenti avrebbe arrossito di sè stesso.

Dopo la partenza del cavaliere di Malta, egli rimase qualche momento pensieroso. Indi si alzò mormorando:

—Questa sera istessa ella dovrà promettermi il silenzio, perchè infine io posso esigerlo. Anzi voglio vederla senza indugio, subito.

E chiamato un servo, ordinò si mettessero i cavalli ad una carrozza.

Pochi momenti dopo partiva pel castello.

PARTE SECONDA

Il viaggio.

I.

Verso la metà di marzo dello stesso anno 1574, il conte di San Giorgio sbarcava nel porto di Manfredonia, seguito da un solo servo che da molti anni gli era sempre compagno in ogni suo viaggio.