Giungeva da Malta, ove, come lo aveva detto a donna Livia, gli era stato facile ottenere dal gran maestro, a cui lo legava personale amicizia, un lungo permesso; ed essere disimpegnato da una missione in Ispagna, per affidargli la quale era stato chiamato nell'isola.
Il conte non aveva voluto imbarcarsi direttamente per Venezia, desiderando percorrere, giacchè ne aveva occasione, gran parte dell'Italia, ed anche nella speranza di trovare forse in cammino qualche indizio di coloro che cercava.
Il paese, che doveva percorrere, gli era affatto ignoto: mai vi si era recato, benchè molte volte avesse sentito desiderio in addietro di andare a combattere nell'Italia superiore, su quei campi inaffiati di continuo sangue.
Ma la sua qualità di cavaliere di Malta gli aveva lasciato sempre pochissima libertà. Aveva preso parte alla difesa dell'isola, quando questa era stata assediata nel 1565, da Solimano II, e là vi si era grandemente distinto.
Dopo che i Musulmani furono costretti a levare l'assedio di Malta, il conte di San Giorgio l'aveva lasciata anch'egli; ma sino al 1572 era quasi sempre rimasto assente dalla Sicilia, a motivo di diversi incarichi affidatigli.
Ritornato in patria, aveva conosciuto donna Livia, da poco sposa a don Francesco; e quella conoscenza gli aveva fatto desiderare vivamente di restare a Catania per lungo tempo.
Ma ei sapeva benissimo poter essere chiamato a Malta da un momento all'altro, come lo sapeva il duca suo cugino, che per questo non si era meravigliato della sua partenza.
Dopo qualche giorno di fermata a Malta, il conte di San Giorgio aveva avuto la fortuna di trovare un piccolo bastimento mercantile, che salpava per Manfredonia. Là si provvide di cavalli e di una mula: malgrado la sua impazienza, contava viaggiare a piccole giornate.
Egli si chiedeva se potrebbe giungere a scoprire il cavaliere dell'Isola: e la sua ragione pur troppo gli rispondeva che forse mai vi perverrebbe.
Quando si ha la certezza di raggiungere uno scopo, sia esso pure lontanissimo, si misura la distanza con fiducia; ma invece chi assicurava il cavaliere di Malta ch'ei non correva dietro ad una chimera? Che vedeva egli, cercando consultare il futuro? Quali probabilità gli si presentavano? Ben poche ed incerte. Tutto gli appariva oscuro, come la strada che doveva percorrere: poichè, se anche gli riescisse incontrarsi col cavaliere dell'Isola, o co' suoi figli, come li riconoscerebbe? non solo; ma come lì sospetterebbe benanco sotto un falso nome, egli che mai gli aveva veduti?