Quando aveva accettata la missione affidatagli dalla duchessa, non aveva pensato molto a tutto ciò. Compiere un'azione giusta; soprattutto obbedire a donna Livia; fare ciò ch'ella desiderava: ecco quanto allora aveva scorto. Non aveva nemmeno diviso i dubbj della duchessa, i suoi timori dì non riescire: l'aveva anzi rassicurata.

Ma ora, nella solitudine, alla prospettiva di quel viaggio lungo e difficile forse, che doveva intraprendere, mille riflessioni scoraggianti gli si presentavano allo spirito. Però, se esse potevano raffreddare il suo entusiasmo, non iscemavano la sua devozione; e mai una sola volta si pentì dì quanto aveva promesso.

Ciò non era poco: molti, il cui zelo si accende e si spegne coll'incostanza di una fiamma fittizia, avrebbero maledetto l'impegno assunto, se si fossero trovati in luogo suo.

Per giudicare della abnegazione di chi si sobbarca ad un compito pericoloso e difficile, bisognerebbe poter attendere, quando sfumata l'ebbrezza dei primi momenti, chi promise si trova di fronte ad ostacoli che forse non previde nemmeno, e che per questo non sa affrontare. Allora cadrebbero molte di quelle illusioni, su cui tante volte appoggiano le speranze persino di un popolo intiero. Sarebbe doloroso assai certamente; ma forse più saggio, più salutare.

Ma il cavaliere di Malta, benchè avesse subito la influenza che esercita su tutti il contatto della fredda realtà, la quale sembra farsi una gioja di spargere negli animi una specie di acqua diacciata, non si scoraggiava, e cercava il mezzo migliore per trovare la via più breve e sicura. Vedendo che non vi riescirebbe facilmente da sè, si decise a prendere tosto una guida.

Aveva creduto dapprima non averne bisogno: poi gli ripugnava anche un poco affidarsi a persone che non conosceva. Egli era valorosissimo: non sapea che fosse la paura: però non ignorava che vi sono perigli, contro cui la spada non giova; agguati, nei quali una volta caduti, la destra più forte è impotente a trarne: ma questi dubbj, queste esitazioni le vinse, perchè gli premeva non perder tempo. Solo si promise sorvegliare colla massima attenzione la persona che gli sarebbe di scorta.

Trovar questa persona non gli fu cosa agevole: le lunghe gite, che tentano sempre poco i contadini, spaventavano la maggior parte di coloro ai quali il conte di San Giorgio si indirizzava.

Non poteva ricorrere se non che a villici, poichè si era alquanto discostato da Manfredonia: e come orizzontarsi per que' luoghi montuosi ed ignoti?

La ricompensa, che ei prometteva, allettava bensì l'avidità di molti; ma la paura, la diffidenza finivano sempre per avere il sopravvento.

Legato alla sua casa, al suo villaggio da un affetto tenace, sospettoso per natura, il contadino prova a staccarsi, sia pure per poco, dai luoghi ove nacque una ripugnanza grandissima, quasi superstiziosa: ed in quei tempi tal ripugnanza non poteva essere che maggiore. D'altronde per questo motivo istesso pochissimi erano andati molto in là. E la via, che il conte voleva farsi additare, era sconosciuta a molti del pari che a lui.