Il servo rispondeva colla più gran flemma che ne era intieramente persuaso.

L'altro interrogava ancora su diversi argomenti. La curiosità, tutti lo sanno, è la facoltà che si stanca meno; essa si ravviva cogli ostacoli. Per questo Ambrogio non aveva rinunciato affatto all'idea di conoscere il nome del gentiluomo che accompagnava, e non isfuggiva occasione alcuna per riescire in tale intento.

Un giorno egli disse ad Antonio con aria trionfale:

—Ho veduto per la prima volta che il vostro padrone è un cavaliere di
Malta. Ho osservato la gran croce dell'ordine sotto al suo mantello.

—Sì, bravo, rispose Antonio.

—Oh, io li conosco i cavalieri di Malta; i padri cappuccini me ne hanno mostrati alcuni…. Allora voi sarete stato alla guerra col vostro padrone.

—Siete curioso, messer Ambrogio.

Ed il bravo domestico spronò il cavallo, onde raggiungere il conte di San Giorgio, che senza avvedersene forse era sempre innanzi un buon tratto.

Così si fece quel viaggio sino al principio degli Abruzzi: così probabilmente sarebbe continuato sino a Chieti, se una pioggia dirottissima non avesse costretto il conte ed i suoi compagni a passare due giorni nella meschina osteria di un paesello situato tra i monti, nascosto quasi tra le ramificazioni degli Apennini.

II.