Contro gli elementi è inutile impazientarsi!
Ed il cavaliere di Malta, benchè a malincuore, decise, entrando nel suo meschino alloggio, di starvi finchè il tempo fosse cangiato.
Sarebbe stato follia pensare altrimenti.
Il cielo era carico di nubi nere, che si aprivano per lasciar cadere la pioggia con una violenza estrema.
Le vie erano allagate, ed i poveri tetti di quelle case, che avevano tutte il carattere più deciso di capanne, erano scossi da sì impetuosa bufera, e sembravano barcollare.
Il timore che potessero crollare, se quel temporale perdurava, non sarebbe stato infondato.
Tutti si rinchiudevano in casa.
Il conte di San Giorgio si affacciò alla finestruccia mal connessa della povera stanza che gli era stata fissata. Contemplò la scena che si offriva a' suoi sguardi.
Non un'anima viva, non un rumore il quale contendesse anche debolmente con quello della pioggia, che infuriava sempre più.
Le nubi fittissime e scure sembravano avere abbassata la vôlta del cielo, mentre gettavano una specie di tetro manto sulla campagna e la avvolgevano intieramente con esso.