L'amore di sè stessi, la speranza di conservare la propria salute può vincere molti pregiudizî, e chi si sente malato non discute, ma si rivolge dal lato donde la salute può venirgli.
È nella natura della donna l'istinto di curare l'umanità sofferente; anche quella che non ha studiato la medicina, appena accusate un po' di malessere è sempre pronta a suggerirvi un rimedio che forse ha esperimentato con buon effetto, e in ogni modo a darvi un consiglio.
Se lo fa inconsciamente per darvi sollievo, con quanto cuore non lo farà ella quando saprà certo che vi potrà essere giovevole?
E nelle campagne dove tanto spesso le contadine si rivolgono alle comari e alle donnicciuole per aver qualche sollievo alle loro sofferenze, non potrà essere d'immenso giovamento la donna medichessa?
Anche i più accaniti avversari della donna non le negano la delicatezza del sentire e la bontà del cuore; quanto bene potrà fare se queste qualità saranno congiunte alla scienza!
Di quanti sacrifizî non si sentirà capace per essere utile all'umanità!
Negli angoli più remoti dove un abile medico accetta a stento di andare, la vedremo accorrere volonterosa a sollevare gl'infermi e la sua abnegazione l'aiuterà a rassegnarsi ad una vita che per molti uomini riuscirebbe insopportabile.
Gli obblighi della famiglia non sono una ragione che si opponga all'esercizio della professione; non tutte le donne sono destinate ad avere una famiglia; poi anche avendola invece d'impiegare le ore della mattina ad andare al passeggio, e le ore pomeridiane a fare una quantità di visite inutili, andranno a visitare i loro ammalati, con maggiore utilità propria e del prossimo; se poi le loro faccende domestiche fossero di tal natura da impedire di esercitare la professione, potranno sempre utilizzare gli studî fatti per la propria famiglia, per gli amici, per i poveri, mentre ci sono al mondo tanti sofferenti ed è una grande soddisfazione poter recar loro sollievo.
Molti si figurano la donna scienziata un essere ibrido, goffo, mal vestito, senza grazia. Anche questa è un'esagerazione, lo studio non toglie nulla alla gentilezza muliebre, e chi sa davvero è in generale modesto; al congresso di Berlino la dottoressa Montessori piacque molto, non solo per la profondità del suo sapere, per la parola facile e semplice, ma altresì per la grazia, la bellezza e l'eleganza.
Io vedo già molte delle future medichesse che porteranno nella camera dell'ammalato assieme ai responsi della scienza un sorriso dolce che scenderà al cuore dell'infermo come un raggio di sole, e sapranno persuadere colla loro grazia a cure noiose e confortare con quell'arte che solo una donna possiede.