Non so precisamente quanto accadrà, ma sono certa che in un tempo non lontano la donna eserciterà anche da noi come l'uomo la professione di medico, sarà chiamata e consultata, e in molti casi si farà onore e proverà come il suo compagno delle immense soddisfazioni.

In America, dove il progresso ha fatto passi più rapidi, si contano già più di duemila medichesse; ci sono degli ospedali diretti e curati soltanto da donne, dove l'ordine e la pulizia regnano su tutta la linea e dove la mortalità non supera quella degli ospedali affidati ai medici dell'altro sesso.

Nella Russia, che come libertà è agli antipodi dell'America, l'indifferenza verso le medichesse fu vinta dopo che venne constatato il grande aiuto che le donne recarono curando i feriti durante la guerra russo-turca nel 1877 e 78, nella quale vennero constatati i loro grandi meriti; ed ora le medichesse si contano a centinaia. Anche in Inghilterra in dieci anni si è veduto aumentare il numero delle donne medichesse che in poco tempo son diventate numerosissime.

In Francia ed in Italia si possono contare sulle dita, quantunque i professori che le occupano come assistenti nelle loro cliniche se ne lodino molto.

Tutti abbiamo veduto all'opera le donne infermiere e spesso abbiamo dovuto osservare la loro maggiore attitudine ad assistere ammalati, e da ciò si può benissimo comprendere come una volta fatti gli studî necessarî possano adempiere bene l'ufficio di medichesse.

Però ci vorrà molto tempo prima che la donna possa aver la fiducia, non dico degli uomini, ma delle donne; anzi queste avendo maggiori pregiudizî ed essendo nemiche acerrime delle novità saranno avverse più dei loro compagni alla donna medico; ma tutti i pregiudizî cadranno quando la donna potrà mostrare la propria scienza e la propria abilità, e i fatti dimostreranno che quelle prevenzioni non avevano fondamenti stabili.

È certo che non tutti i rami della medicina sono adatti alla donna; vi sono operazioni difficili, per le quali occorrono una buona dose di forza e una mano sicura, ma ora che tutti tendono a darsi ad una specialità, è libera la scelta di quelle che più si confanno all'indole dell'individuo e ognuno può scegliere quella per cui sente di aver maggior inclinazione.

Per esempio, nelle malattie dei bambini una donna medichessa dovrebbe essere superiore ad un uomo. Sono malattie che bisogna quasi indovinare, perchè nessun aiuto ci può dare il piccolo e incosciente ammalato, sono mali che si devono curare più colla pazienza e le carezze, che coi rimedî, ed anche di questi conviene usare colla massima delicatezza. Io ritengo fermamente che una donna conosce l'indole, la natura e il fisico d'un bambino più di molti professori uniti insieme, mentre c'è sempre in fondo al suo cuore la divinazione d'una madre.

E poi la donna che ha i sensi più raffinati, una volta che li abbia educati a fare una diagnosi potrà scoprire quello che molte volte sfugge ad un uomo; ha la mano leggera e più delicata e ne possono far fede i feriti che sul campo di battaglia furono medicati da donne, quantunque non fossero che semplici infermiere.

È certo che tutte quelle signore che parlano ora con disprezzo della donna medichessa, sarebbero le prime a chiamarla, qualora sapessero per fama che ha fatto delle cure mirabili, che ha salvato da certa morte bambini ammalati, che si mostrò premurosa e paziente con tutti gli ammalati che ebbero le sue cure.