Del resto nessuno sa ancora il vero punto dove ha sede l'intelligenza, dove si forma il pensiero; e perchè poi dovrebbe essere l'uomo diverso da tutti gli altri animali, che vediamo vivere indipendenti senza riguardo al sesso e ognuno, maschio o femmina, soddisfare ai propri bisogni e procacciarsi il nutrimento allo stesso modo?
Se, eccetto che nel periodo della maternità, la leonessa è uguale al leone, il gatto alla gatta, il cavallo alla cavalla, perchè la donna dovrebbe essere diversa dall'uomo?
Se esiste differenza è nell'educazione e nell'ambiente in cui è vissuta finora. Ristretta fra la cerchia delle occupazioni domestiche, non ha potuto sviluppare la sua intelligenza e la sua operosità; in modo che in lei si sono affievolite quelle qualità che coll'esercizio si sono fatte nell'uomo più forti e gagliarde.
Quante intelligenze saranno rimaste assopite, chiuse fra le pareti della casa, occupate di meschine e incessanti cure domestiche? Quanti germi si saranno spenti perchè privi di quel raggio che valesse a scuoterli e a ravvivarli?
Due piante della stessa specie, seminate e coltivate in condizioni diverse, non vegetano allo stesso modo, e due individui anche appartenenti alla stessa famiglia, l'uno posto in un ambiente intellettuale e raffinato e l'altro lasciato crescere in mezzo ai campi, senza istruzione, come un'erba incolta, dopo pochi anni non sembreranno più appartenenti alla stessa famiglia: tanto l'educazione e l'ambiente hanno influenza sulle qualità fisiche, morali e intellettuali dell'individuo.
Da tutto questo si vede possibile che col progresso dei tempi la donna possa anch'essa sviluppare la propria intelligenza per poter bastare a sè stessa.
Intanto, dagli studi fatti recentemente, dobbiamo concludere che l'intelligenza della donna non è minore di quella dell'uomo, ma è d'un'altra specie; che non esiste inferiorità, ma qualche diversità, sicchè non sarà mai identica all'uomo moralmente, come non lo è fisicamente, e come identici non sono nemmeno individui dello stesso sesso; ma che agguerrendosi meglio alle battaglie della vita e ricevendo un'educazione più pratica e più intelligente, avrà maggiori attrattive senza perdere la sua femminilità.
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Abbiamo veduto che ora le faccende domestiche si riducono a così poca cosa che non bastano ad occupare ed a riempire la vita d'una donna, per cui senza far rivoluzioni, purchè abbia del coraggio, potrebbe riuscire col tempo e gradatamente ad invadere i campi che finora rimasero chiusi alla sua operosità, e ciò non le impedirebbe d'esser buona moglie e buona madre. Se l'uomo trova tempo di dedicarsi oltre che alla propria professione, alla politica, allo sport, ai divertimenti, non lo potrà trovare la donna per la propria casa e per i propri figli? Anzi il trovarlo le riuscirà facile e piacevole perchè vi si sentirà spinta naturalmente dall'affetto e dalle antiche consuetudini.
E poi il formarsi una famiglia è un problema che diviene ogni giorno più difficile, e migliaia di donne a cui sono negate le gioie domestiche nel lavoro soltanto potranno trovare quel conforto che la società non ha loro concesso e si sentiranno rialzate moralmente all'idea di bastare a sè stesse e al proprio sostentamento, senza aspettare la manna dai genitori, ed essere di peso ai parenti.