Naturalmente la donna dovrà lavorar meno dell'uomo per riserbare le forze all'ufficio della maternità, ma nell'esercizio moderato delle proprie facoltà troverà una fonte di salute. Coll'esercizio si rinvigoriscono i muscoli, si rafforza l'intelligenza, lavorando si mangia con miglior appetito e il nutrimento si assimila con maggior facilità; non c'è tempo di pensare a tanti malucci che spesso sono immaginarî o nati e cresciuti nell'ozio; si è più contenti di sè stessi e dei propri simili.
La donna che lavora non avrà tempo di girare per la città a comperare degli oggetti inutili, oppure a dir male del prossimo colle amiche e a farsi corteggiare dai bellimbusti; potrà invece trar profitto dal suo lavoro e contribuire col marito al benessere della famiglia.
In casa avrà degli argomenti meno frivoli e più interessanti per intrattenere il suo compagno, potrà comprenderlo meglio e spiegarsi certe sue preoccupazioni, perchè anch'essa le prova; non lo annoierà perchè la conduca ai divertimenti, perchè dopo una giornata operosa si sentirà anch'essa stanca e avrà voglia di riposare. Se sarà una donna di cuore, serberà sempre una parte, anzi la migliore, a beneficio della sua casa e dei suoi figli, mentre se non avrà affetto per la famiglia, anche non avendo occupazioni proficue, la trascurerà per l'ozio e i piaceri frivoli.
È naturale, il lavoro non è un divertimento e richiede dei sacrifici; non può lavorare chi vuole, ma chi fin dalla prima età ha imparato l'abitudine del lavoro e a tener calcolo del tempo; perciò ognuno dovrà scegliere un'occupazione adatta alla propria indole e alla propria inclinazione.
Se secondare le proprie facoltà è un dovere, sforzarle è un delitto; perciò la donna non dovrà sopraccaricarsi di lavoro, ma subordinarlo alle proprie forze e alla condizione della propria famiglia. Se prenderà interesse al proprio lavoro vedrà le sue giornate trascorrere rapidamente senza un minuto di noia, proverà il sublime godimento di chi ha impiegato il tempo utilmente, compiangerà quelle che non hanno mai provato la gioia di compiere un lavoro e di essere utili a sè e alla propria famiglia.
Non mi si venga a dire che la casa e le cure della maternità sono incompatibili con un lavoro continuato e proficuo.
Si è veduto come col progresso dei tempi il governo della casa si è semplificato, e quelle che dànno tanta importanza alle modeste occupazioni domestiche vuol dire che non apportandovi ordine ed intelligenza, trascinano tutto il giorno un lavoro pel quale non occorre che poco tempo, oppure esagerano le loro occupazioni per farsi valere maggiormente. In quanto ai figliuoli, potranno occupare per qualche anno, ma non tutta la vita e poi basta sul principio educarli bene e non dar loro cattive abitudini.
Non voglio dire che ora non esiste più famiglia, ma è molto mutata da quello ch'era una volta, basta dare uno sguardo al passato per accorgersene.
Una volta la famiglia era addirittura una tribù: tutti i figli maschi si sposavano in casa, erano sottomessi al padre, e per la madre era un'occupazione importante dirigere una famiglia molto numerosa e composta di persone di età e caratteri diversi.
Ora, non solo quando i figli si sposano, ma spesso quando hanno una professione, escono di casa; le ragazze, se trovano, vanno a marito e si formano piccole famigliuole che si possono condur bene senza fatica e senza sprecar tanto tempo, dove il marito esce pei suoi affari, i bambini vanno a scuola e la moglie ha tutto il tempo d'annoiarsi se non si dedica a qualche occupazione utile o piacevole.