Poi mettiamo il caso che il marito non riesca a procurarle il sostentamento, qual vita meschina sarà la sua?

Abbiamo un bel ripetere che l'ufficio della donna è di badare alla pentola, come farà se non ha niente da farvi bollire e se non ha imparato il modo di procurarselo? A questo proposito voglio riportare un aneddoto letto in un volume che parla della vita americana:

«Una professoressa di matematica annunciò il suo matrimonio. Una signora europea, d'idee ristrette ed antiquate, le chiese:

«Ma sapete voi far da mangiare?

« — No, — rispose la professoressa, — ma ho sulle altre donne il vantaggio che, essendo abituata allo studio, lo imparerei molto facilmente e in ogni caso posso guadagnare colla mia professione abbastanza, per pagare una cuoca.»

La casa, la famiglia, tutte belle cose, ma prima di tutto bisogna vivere; se ognuno penserà ai casi suoi, la famiglia andrà bene come le ruote d'una macchina che funziona perfettamente, e la casa sarà come un porto dove i figli che ritornano dalla scuola e i genitori che vengono dal lavoro si ritroveranno e scambieranno tranquillamente le loro idee, sarà un rifugio lontano dalle tempeste del mondo, un asilo per la vecchiaia dove ognuno potrà riposarsi dalle fatiche passate.

II. Le lavoratrici della terra.

Nel lavoro dei campi la donna non ha mai trovato opposizione, è sempre stata la compagna dell'uomo, e spesso le è toccata la parte più ingrata e faticosa.

Senza riguardo al suo sesso e all'età giovanile, appena può rendersi utile, accompagna i genitori nei campi; lavora sotto la sferza del sole estivo, fra le nebbie autunnali, e passa l'inverno nelle stanze buie e affumicate affaticando gli occhi nel cucito e nel ricamo.

Nelle regioni alpestri che circondano i laghi settentrionali i lavori della campagna sono tutti affidati alle donne, perchè i loro compagni, spinti dalle necessità della vita, imparano un mestiere e vanno nei paesi dove la mano d'opera è meglio retribuita a fare il muratore, lo scalpellino, lo sterratore e simili aspri lavori; e le donne rimangono coi vecchi e i bambini a custodire la casa e al lavoro dei campi. A loro tocca vangare, zappare, seminare, raccogliere la messe; si caricano enormi pesi sul capo, o sulle spalle, salgono, scendono pei greppi, ricominciando ogni giorno la medesima vita dura, monotona, uniforme, che varia soltanto col mutar delle stagioni.