—Come, vuoi tu andare così giovane, e dopo l'esempio di tuo padre?—gli disse la madre.
Egli mostrò i fratellini e disse:
—Bisogna che pensi a te e a loro; non temere, mamma, ti prometto che non mi esporrò ai pericoli inutilmente,—e sì dicendo partì e in poco tempo divenne degno successore di suo padre.
Ma sebbene egli sia ora una delle guide più rinomate delle Alpi, la signora Verres, quando parte, ha sempre le lagrime agli occhi, e trema sempre temendo di non rivederlo più.
SCIOPERO ALLO STABILIMENTO GUERINI.
Una mattina quando Carlo e Vittorio ritornarono dall'ufficio postale dove erano stati come al solito a prendere i giornali, raccontarono che tutto il villaggio era sottosopra, perchè gli operai dello stabilimento Guerini s'erano posti in isciopero, e dissero che nella piazza e per le vie, dappertutto si parlava di questo avvenimento, e c'erano gruppi d'operai, come se fosse festa.
Più tardi quando il professore andò dai Morandi a dar lezione a Carlo, egli diede maggiori ragguagli.
Gli operai avevano preso il pretesto da una multa, che il direttore aveva inflitta ad uno di loro, per chiedere aumento di paga e diminuzione delle ore di lavoro, e non avendo ottenuto nulla, quella mattina non erano andati alla fabbrica.
Per quel giorno non si parlò d'altro che di quel fatto; ad ognuno se ne domandava notizie. Mario voleva sapere che cosa significasse questo sciopero, e il professore spiegava, come gli operai per ottenere quello che desideravano, si univano assieme e disertavano dal lavoro per obbligare il proprietario a conceder loro quello che esigevano.
-Sì, ma intanto non guadagnano,—disse Mario.