—Fate pure,—rispose la Rosa voltandosi dall'altra parte e sentendosi
commossa.
—Hai un bel cuore;—disse Filomena a Pinella, e lo gettò nelle
braccia di Gigi dicendo:
—Dovete essere amici, e anche noi, non è vero, Rosa? dobbiamo dimenticar il passato, e se non vi rincresce domani che è Natale si potrebbe suggellare la pace pranzando assieme.
Rosa non poteva rispondere, aveva le lagrime agli occhi, e quando potè
parlare disse:
—Io non ho mai avuto nulla con voi, era tutto per amore del mio
figliuolo.
—E lo merita, è proprio un buon figliolo, potete andarne superba. E tu devi chiedergli scusa d'avergli preso il posto—disse rivolta al figlio.
I ragazzi erano confusi di trovarsi ancora amici, ma erano contenti, si guardavano in faccia e sorridevano.
Un applauso salutò la fine di questo racconto.
Era venuta a proposito la descrizione di un'officina; e quell'aver tutta la settimana pensato e discorso di lavori e di operai l'aveva reso più interessante.
—È proprio bello,—disse il signor Guerini,—e ve ne faccio i miei complimenti.