Il professore osservò quei scarabocchi e disse:

—Non c'è male, ha dell'attitudine a cogliere il lato ridicolo delle cose, e una certa facilità di disegnarle.

Poi rivoltosi a Mario, soggiunse:

—Però oltre che cercare di perfezionarti nell'arte del disegno, devi tenerti in mente una cosa: che se è bello qualche volta far spuntare il sorriso sulle labbra, e far risaltare anche il lato umoristico di un fatto o d'una persona, ci sono certi fatti, certe virtù che non si possono mettere in ridicolo, senza mostrare poco criterio o poco cuore. Non bisogna lasciarsi trascinare dalla smania di faro lo spiritoso a qualunque costo; vedi, per esempio, in questo tuo disegno tutti possono ridere al vedere quelle facce spaventate, quelle persone vestite in modo bizzarro, perchè sono persone immaginarie, e possono anche esser ridicole; ma hai avuto un bel camuffare la povera Pierina con quella cappa nera, hai potuto ben farla piccina, tutti quelli che ne conoscono la storia, rispetteranno quella veste, come si rispetta il cappotto del soldato crivellato di palle sul campo di battaglia, e più l'hai fatta piccina, più grande appare il suo eroismo. Impara dunque a distinguere quello che può essere colto impunemente, o anche con vantaggio, da quello che deve esser sacro ad una persona di cuore.

—Come parla bene, professore!—disse Maria.—Vede, tutte queste cose le ho pensate tante volte, ma non sapevo dirle come le ha dette lei: se mi volesse aiutare ad educare questi ragazzi!

—Volentieri,—rispose,—sono a sua disposizione per quello che posso.

Intanto era venuta a don Vincenzo la voglia di fare anche lui la sua predica, e disse che appunto l'arma di satirizzare, adoperata bene, può recare dei vantaggi, e citò il Giusti, che colle sue poesie satiriche, gettando il ridicolo sopra i principotti che opprimevano da tiranni l'Italia, diede loro il colpo di grazia, tanto che col suo spirito fu uno dei principali autori dell'indipendenza del nostro paese.

Damiati, al vedere che don Vincenzo incominciava il suo discorso favorito, e non avrebbe terminato tanto presto, s'alzò dicendo:

—È tardi, un'altra sera io farò la lezione a Carlo, e don Vincenzo vi potrà raccontare tutte le sue avventure del quarant'otto; se domani intanto i ragazzi vogliono venire a fare una passeggiata con me sulla collina, potrò continuar loro la mia predica, se non si annoiano.

Essi accettarono con gioia, e Maria ringraziò con un sorriso il professore che la sollevava un po' dal pensiero di quei ragazzi vivaci.