Gli rispose quello che diceva sempre:
—Non sono nato per studiare, voglio fare il soldato.
—E credi che i soldati non abbiano bisogno di studiare? Naturalmente tu non ti contenteresti di esser soldato semplice.
—Il mio sogno è di diventar generale, vorrei fare come Garibaldi.
—Probabilmente se tu avessi il coraggio e l'abilità di Garibaldi, ti mancherebbe l'occasione per metterli alla prova e per farli conoscere. Non capisci che ora i tempi sono cambiati, e colle armi perfezionate anche le battaglie si vincono al tavolino e la guerra è diventata una scienza? Poi le guerre di conquista non sono più conformi alla nostra civiltà, e l'Italia libera e indipendente non ha più gran bisogno che i suoi figli le consacrino il loro coraggio e il loro sangue, bensì le occorrono ingegni educati a forti studii, che la facciano ricca e potente.
—Se non potrò fare il soldato, diventerò marinaio,—disse Carlo.
—E avresti poi la forza di sopportare una vita dura e piena di pericoli? Non sai quanti ragazzi attratti dalla poesia del mare, dopo aver provato quella vita di privazioni e di paure, vi hanno rinuncialo spossati e spoetizzati. Prima di esporsi alle grandi fatiche, bisogna aver coraggio di affrontare le piccole, prima di essere grandi, bisogna esser piccoli eroi, come dice bene tua sorella; perciò, se vuoi darmi retta, incomincerai a vincere la tua pigrizia ed a metterti a studiare sul serio; quando avrai superate le difficoltà che ti si presentano, quando avrai fatto degli sforzi per fare non quello che ti piace, ma quello che è tuo dovere, sarai già incamminato a diventare qualche cosa e forse anche un eroe se te ne capita l'occasione; ma dà ascolto a me, principia col riportare qualche piccola vittoria sopra te stesso, le altre verranno da sè.
Lo lasciò poi andare dicendo che non voleva annoiare tutta la compagnia a furia di prediche e incominciò ad ammirare il paesaggio, a cogliere dei fiori lungo il sentiero della collina, e fu una gara fra quei ragazzi per arrampicarsi sui declivi onde scoprire i ciclamini che si vedevano spuntare in mezzo al verde. Quel sentiero girava intorno al monte, incurvandosi e salendo sempre, mentre da un lato c'era la valle profonda che in certi punti faceva l'effetto d'un baratro.
Il professore raccomandò ai ragazzi di tenersi dalla parte del monte, perchè dall'altra, c'era pericolo di cadere nel vuoto. Proseguivano il loro cammino, arrampicandosi e cogliendo fiori, quando tutt'a un tratto, ad una svolta della strada, videro avanzarsi verso di loro una mandria di buoi, che occupava tutto il sentiero e sbarrava la via. I ragazzi si fermarono esitanti.
—Avanti, Carlo—disse il professore,—tu che vuoi fare il soldato dovresti essere il più coraggioso, passa per il primo in mezzo a quei buoi.