—Bada che è pesante.
—Sono forte.
—Ecco,—disse la ragazza consegnandogli un involto alquanto voluminoso;—vedi, è inutile, è più grande di te.
—Non abbia timore,—disse Antonio. Prese un pezzo di legno che trovò in terra, si fece dare una corda e vi attaccò il pacco solidamente e se lo mise dietro le spalle.—Mi pare una piuma,—soggiunse,—domani ritornerò a vedere se ha altri pacchi da consegnarmi.
—Bada di portarlo direttamente alla Colombara, ti daranno venticinque centesimi per la tua fatica; buon viaggio, procura di non sdrucciolare.
—A rivederci domani,—disse Antonio tutto contento e saltellando sulla strada fangosa, come se andasse ad una festa.
Il pacco era pesante, la salita faticosa, ma egli non sentiva nulla, nella sua felicità di poter fare qualche cosa ed essere utile alla mamma; pensava ch'egli aveva trovato una buona fata, e ormai l'ostessa l'avrebbe protetto. Aveva una faccia così buona quella ragazza che si teneva sicuro che non l'abbandonerebbe più, e saliva saliva la montagna con quei pensieri allegri, non sentendo nè il freddo, nè il disagio del cammino; eppure ci voleva circa un'ora per giungere a destinazione, e quando la montagna si faceva più erta egli sentiva il pacco farsi più pesante, ma era pieno di coraggio e andava avanti finchè giunse alla cascina, tutto sudato.
Gli venne incontro una ragazza e gli chiese se avesse una lettera per
lei.
—Non m'hanno consegnato che questo pacco, ma domani ritorno in paese
e domanderò se vi sono lettere per voi,—disse Antonio.
—Ricordati,—le disse la fanciulla,—per ogni lettera che mi porterai ti darò un soldo, prendi intanto.—-E gli diede i cinque soldi per il pacco ed un bicchiere di vino per giunta.