Spiegò come quel metallo mandasse irradiazioni fortissime senza perder nulla del suo peso e fosse d'una forza tale da distruggere tessuti vitali anche attraverso a qualche ostacolo, ciò per mostrare come non fosse un sogno la teoria per la quale avea sempre combattuto ed ora desiderava esporre ad un pubblico così attento ed intelligente.
Egli avea sempre pensato ad un elemento racchiuso nel centro della terra in un luogo inaccessibile agli uomini, ch'egli chiamava anima del mondo, egli la imaginava una forza indistruttibile, eterna, tale da far sentire la sua azione attraverso gli strati densi del nostro globo, fino a spargersi in piccole particelle nell'etere che lo circonda.
— Io imagino, — disse, — il mondo come un corpo umano, i sassi sono le ossa, le acque che lo bagnano nell'interno e alla superficie sono il sangue che scorre nelle vene e le arterie del nostro organismo; e come il cuore nell'uomo, così ci deve essere nel centro del mondo un focolare di vita e calore, un fluido invisibile che partendo dal centro avvolge la terra in una rete vibrante, come i nervi avvolgono il nostro corpo; precisamente come l'elettricità, una forza che esiste, si domina, ce ne serviamo, ma della quale non si riesce a spiegare la vera essenza.
E dopo aver parlato delle caverne, una volta popolate da esseri fantastici ed ora invece da esseri invisibili che il microscopio ci ha rivelato, assicurò che quando altri strumenti più perfetti verranno in aiuto dei nostri sensi più raffinati, si apriranno nuovi orizzonti alla scienza e terminò dicendo essere convinto che nel mondo, in noi stessi vi è una parte indistruttibile, eterna, e come da un rozzo minerale si sprigiona una scintilla che non si consuma, come da certe vibrazioni del cervello i pensieri si rinnovano continuamente e il mondo è avvolto da onde eteree delle quali non si conosceva l'esistenza prima di Hertz e di Marconi; così molte forze e molte verità devono ancora esserci rivelate; ci sembra esser circondati da misteri che la scienza infaticabile deve svelare e lo scienziato è come colui che ha trovato le tracce d'un tesoro nascosto e non riposa finchè non lo abbia messo alla luce del sole.
Animandosi nel suo dire divenne eloquente, aveva il dono di trasfondere la sua persuasione nell'uditorio e di suggestionarlo.
Infatti tutti si sentivano trasportati nelle regioni elevate della scienza e del pensiero come se da una corrente magnetica fossero legati all'oratore. Quando ebbe terminato un lungo e clamoroso applauso echeggiò nella vasta sala, alcuni conoscenti circondarono il professore stringendogli la mano e congratulandosi della sua parola efficace e colorita, altri s'avvicinavano per conoscerlo; egli era umile, confuso nel suo trionfo e avrebbe voluto andarsene, quando vide farsi avanti correndo, rovesciando le sedie, un signore rimasto tutto il tempo della conferenza nascosto in un angolo senza parlare pendendo dalle labbra dell'oratore.
Il rumore delle sedie fece volgere Ugo da quella parte e lasciando gli ammiratori che lo circondavano s'avviò in fretta ad incontrare quel signore che veniva verso di lui.
— Babbo, — disse, — come, tu qui?
— Ho letto nei giornali, — rispose il signor Carlo, ma era tanto commosso che non potè trovar la voce per dire di più e si gettò fra le braccia del figlio.