— Non è vero, sei adorabile, rallegri la mia esistenza, vieni.
— No, non mi fai compassione; la Luisa ti consolerà; il latte è una bibita troppo insipida, ci vuole del vino di Sciampagna. Addio per sempre, buon champagne.
Drin, drin, drin; il campanello continuava a suonare, ma Fania tolse la comunicazione, e andò a sedere vicino al marito.
— Ora sono tutta per te, — disse, — non uscirò più di casa, imparerò anch'io a fabbricare dei meccanismi.
— Ti pare? con quelle manine, non lo permetterò.
— E che cosa farò della mia vita?
— Non rinuncerai alle tue abitudini; vuol dire che sarò io il tuo cavaliere, andremo insieme dal pasticciere.
— Come, tu lasceresti il tuo lavoro?
— C'è tempo per tutto, ed ho capito che, quando si ha una moglie graziosa e carina come te, bisogna dedicarle un po' di tempo. Finora sono stato troppo egoista.