La fanciulla lo guardò bene in faccia, poi disse corrucciata:

— È un brutto scherzo; vi burlate di me.

— Parlo sul serio, — soggiunse con forza il professore, — sapete; non so far tanti preamboli, e parlo come penso, francamente. Finora non mi sono occupato che della scienza, temevo che una donna nella mia vita potesse distrarmi dallo studio, ma con voi è differente, anzi è tutto l'opposto, io ho bisogno del vostro aiuto, noi ci completiamo e non possiamo viver lontani. Qualche minuto fa, quando si parlava di separarci, ho sentito quanto voi mi siete necessaria, ed ho osato dirvi il mio pensiero. Perchè imporsi una sofferenza, un sacrificio, quando è così facile trovare il rimedio?

Grimani fece tutto questo discorso senza guardare in faccia Marcella, la quale se ne stava confusa tremante senza fiato e senza parole per rispondere.

Il professore soggiunse guardandola timidamente:

— È una proposta assurda che vi ho fatta; sono pazzo, non è vero, pensare a certe cose alla mia età? Se è così, non parliamone più.

— È che sono sorpresa, confusa, — disse la fanciulla con un filo di voce. — Io che v'ho riguardato sempre come mio maestro tanto superiore a me e a tutti, che ho vissuto tutto questo tempo in ammirazione del vostro ingegno, mi par di sognare, ma sarebbe vero? Come avete potuto fissare la vostra attenzione sopra di me, povera fanciulla, microbo invisibile? Sarebbe una fortuna insperata; non può essere.

— Siete troppo modesta, mia cara; venite qui vicino a me e ragioniamo; prima di tutto non disprezzate i microbi che sono il soggetto dei nostri studii e che per tanti mesi furono l'argomento dei nostri discorsi, ma guardatemi in faccia, non sono troppo vecchio per pensare a certe cose?