Ecco perchè una sera portarono all'albergo una bottiglia riempita di quell'acqua luminosa, e quando furono nella loro camera, tolsero dalla valigia il microscopio che aveva riposato sempre durante il viaggio, Marcella preparò i vetri con gocce d'acqua marina, e subito si misero ad osservare prima l'uno e poi l'altra lo spettacolo nuovo.

Scrutarono attentamente attraverso le lenti, poi si guardarono in faccia sorpresi.

Era possibile che tutto quello splendore venisse da animali in putrefazione?

Eppure era evidente, il professore lo sapeva, altri avevano studiato quel fenomeno prima di lui, ma egli voleva liberare quei microbi dai fermenti che li producevano e poi studiare la luminosità degli esseri che guizzano nelle acque del mare.

Ma in quella stanza ingombra erano troppo a disagio; bisognava decidersi a partire. Tutto a un tratto erasi ridestato in loro il desiderio di rimettersi al lavoro, e subito si diedero a preparare i materiali di studio; ordinarono venissero loro spedite ceste piene di pesci e molluschi, acquarii per poter avere vivi una varietà di animali luminosi, raccomandò che li pescassero la notte per scegliere i più risplendenti, e fecero le valigie allegramente pensando alla ripresa dei loro esperimenti e alla gioia di esaminare quelli esseri illuminanti i profondi abissi del mare: così avrebbero potuto rivivere a casa loro quelle gite notturne, quelle giornate incantevoli.

IV.

Il palazzo Grimani era in festa; dalle finestre aperte il sole entrava a rianimare i mobili antichi, e le vecchie cose sbiadite parevano rivivere alla nuova luce.

Nel giardino, invece dei rami aggrovigliati, dell'erbe invadenti, i cespugli fioriti sorridevano ai sentieri serpeggianti fra le macchie erbose e dalla fontana scendeva un fresco zampillo che gorgogliava nella coppa di marmo.

Dalla porta spalancata entrarono gli sposi anch'essi ringiovaniti dalla nuova vita e contenti d'aver quasi raggiunto la felicità.

Il primo pensiero di Giulio Grimani fu di dar sesto al suo laboratorio, perchè dopo tanti mesi di riposo era impaziente di rimettersi al lavoro, al quale voleva dedicarsi con maggior lena per aprir nuovi orizzonti alla scienza.