— Ma quando le malattie saranno chiare come la luce del sole, potranno essere guarite? — chiese Marcella.
— Certo sarà un passo verso la guarigione, — rispose il professore; — ma questo non m'interessa; ho già un bel lavoro davanti a me, per accertarmi che i microbi che vivono e risplendono nei miei animali acquatici, potranno vivere e propagarsi in animali d'indole diversa; sicchè ora ci metteremo all'opera e spero che il signor Aurelio, che incomincia a parlare, ci lascerà lavorare in pace.
Legare il proprio nome ad una scoperta benefica era un miraggio troppo bello, e senza trascurare Aurelio, che o dormiva tranquillo nella culla, o seduto sopra un tappeto in mezzo ad una quantità di balocchi non disturbava, Marcella preparava i vetrini, ripuliva gli arnesi, faceva annotazioni come nei tempi in cui era la migliore allieva del professore.
Nel laboratorio c'era sempre una quantità d'innocenti animaletti che servivano agli esperimenti e divertivano molto il piccolo Aurelio, che andava loro vicino, li accarezzava colle manine, e quando riusciva a tener tra le braccia un piccolo coniglio o un agnellino era tutto contento.
Quelle povere bestioline in quel tempo non vivevano che di microbi luminosi.
Il professore voleva renderli trasparenti e vedere in quali animali i microbi inoculati si propagavano con facilità e l'effetto che ne risultava.
Gli animali dal lungo pelo non erano molto suscettibili ad essere illuminati; nell'oscurità davano appena una leggera fosforescenza e solo gli occhi ne apparivano lucenti, ma quando il professore incominciò ad inoculare i microbi luminosi ai ranocchi che popolavano la vasca del giardino, solo allora potè rallegrarsi dell'esito sicuro della sua opera.
Di notte era una vera fantasmagoria; sotto la pelle sottile si vedeva trascorrere un sangue luminoso ed i ranocchi illuminati che saltavano parevano animali fantastici, immaginati da qualche scrittore di racconti inverosimili.
E quello che maggiormente sorprendeva era che i ranocchi diventavano ogni sera più luminosi e più irrequieti, e a poco a poco la luce era divenuta tanto intensa da potervi leggere come in mezzo a una corona di fiammelle elettriche.